OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE - Consorzio della Bonifica Burana

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OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

 

OSSERVATORIO ANBI RISORSE IDRICHE

L’ALTALENA DELL’ACQUA: AL NORD QUALCHE PIOGGIA MA ALLARMA IL CONFRONTO COL 2022

CALANO LE DISPONIBILITA IDRICHE NEL CENTROSUD

 

ANBI: LA SITUAZIONE VA AFFRONTATA IN UN QUADRO NAZIONALE

Nelle regioni settentrionali, al netto delle grandinate, le precipitazioni di questi giorni rappresentano un vero e proprio sollievo per corpi idrici, stressati da mesi di afflussi insufficienti; purtroppo, però, fu così anche l’anno scorso, prima della grande sete estiva.

“Qualche goccia non deve illudere su una condizione idrica fortemente compromessa nel Nord Italia. Per questo, siamo preoccupati da qualsiasi proposta, che affronti la soluzione in maniera parziale o settoriale – precisa Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) - C’è invece bisogno di un’ampia concertazione per individuare, nel rispetto delle priorità di legge, soluzioni che contemperino le esigenze di tutti i portatori d’interesse.”

“Per questo – aggiunge il Presidente di ANBI, Francesco Vincenzi, intervenuto alla presentazione del report CeDATeR sulla stagione irrigua 2022 in Lombardia – è fondamentale disporre di dati certi. Se l’utilizzo dell’acqua in agricoltura è sceso sotto il 50% del fabbisogno idrico nazionale, è evidente che confinare la siccità come un mero problema agricolo è un grave errore di prospettiva. Se ogni italiano usa ogni giorno circa 100 litri d’acqua in più della media europea, c’è innanzitutto un grande bisogno di cultura su una risorsa vitale, di cui la crisi climatica sta mostrando i limiti.”

Finalmente si può parlare di un avvio di ripresa idrica nei grandi bacini naturali del Nord: il lago di Como (forte di un afflusso triplo rispetto al deflusso, arriva al 41,8% di riempimento, alzandosi di ben 30 centimetri) e quello d’Iseo (+25 centimetri,  54.3% di riempimento) tornano in media;  il Verbano sale al 57,8% di riempimento, grazie ad una crescita di livello, pari a  circa 15 centimetri; cresce anche il Benaco, il più grande invaso italiano, che si ferma però al 40,7% di riempimento e resta vicino al minimo storico (ad Aprile di un anno fa era al 70,7%).

In Valle d’Aosta, si è ridotto il manto nevoso nella sezione centro-occidentale della regione, contribuendo all’aumento di portata nella Dora Baltea, più che dimezzata rispetto alla media, ma superiore all’anno scorso (fonte: Centro Funzionale Regionale Valle d’Aosta).

Segno positivo anche per gli altri fiumi piemontesi (unica eccezione: l’Orco), ma i livelli di crescita sono assolutamente esigui e resta preoccupante il confronto con le rilevazioni del siccitosissimo 2022, largamente superiori. 

Si registra finalmente una moderata ripresa anche lungo l’asta del fiume Po: vicino al delta la portata torna a scavallare il limite minimo, con Pontelagoscuro che, seppur di poco, supera i 450 metri cubi al secondo (mc/s); c’è però poco da rallegrarsi, perchè la principale asta fluviale del Paese è a circa il 30% della media storica mensile.

In Lombardia, il fiume Adda cresce di mc/s 17 e torna a  superare, dopo mesi, i 60 metri cubi al secondo (è bene ricordare che, in altri tempi, tale alveo ha superato i 1600 metri cubi al secondo…). Migliorano le condizioni idriche di Serio ed Oglio così come, a sorpresa, il quantitativo di neve al suolo (+20% circa), che fa sperare in un procrastinarsi della coltre bianca sui pendii lombardi. Le riserve idriche sono più che dimezzate rispetto alla media dal 2006, ma soprattutto la disponibilità d’acqua lacustre è inferiore all’anno scorso ( 434,7 milioni di metri cubi contro Mmc. 472,9).

In Liguria calano i livelli dei fiumi Argentina, Magra (mezzo metro meno della media mensile) ed Entella (-cm. 72 sulla media).

In Veneto, una buona performance è segnata dal fiume Adige (+cm. 50), così come dal Bacchiglione (+cm. 60) e dalla Livenza (+cm. 38); continua, invece, l’altalena di portata nel Piave, caratterizzato da un andamento carsico.

In Friuli Venezia Giulia, il livello del  fiume Cellina cresce rispetto alla settimana scorsa, ma resta inferiore di circa 20 centimetri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno;  superiore è invece la Fella, mentre pari al 2022 sono le altezze di Tagliamento e Resia.

In Emilia Romagna, infine, a crescere sono solo i fiumi Secchia ed Enza, che restano però al di sotto del minimo storico mensile.

Se il Nord pluviale può accennare un timido sorriso, nel Centro Italia, dopo le ottime performance delle settimane scorse, le portate dei fiumi sono ridimensionate, nonostante le piogge, che localmente si sono manifestate.

In Toscana, anche se sui territori settentrionali della regione le precipitazioni sono state abbondanti (soprattutto sulle province di Massa, Pistoia, Lucca e Prato, con cumulate fino a  50 millimetri in 5 giorni), è il fiume Serchio a confermarsi in maggiore difficoltà di portata in alveo; in calo sono anche i livelli di Sieve ed Ombrone, mentre l’Arno si mantiene stabile ( fonte: Centro Funzionale Regione Toscana).

Nelle Marche si sono registrate precipitazioni consistenti (sulla provincia di Macerata, oltre 50 millimetri in una settimana), ma quasi tutti i fiumi calano vistosamente (fonte: Protezione Civile Marche).  

In Umbria, nonostante la pioggia si registrano leggeri cali di livello negli alvei di Tevere, Chiascio e Nera; seppur di 1 solo centimetro, ma emblematico è il calo del lago Trasimeno, che permane largamente deficitario rispetto agli anni scorsi.

Nel Lazio, gli apporti meteorici sono stati pressoché nulli e così i laghi di Bracciano e Nemi non hanno registrato benefici, mentre sono decrescenti i livelli dei fiumi Tevere, Sacco e Nemi; evidente è la riduzione di portata dell’Aniene vicino alla confluenza con il Tevere (in una settimana registra circa 7000 litri al secondo in meno).

In Campania calano i flussi nel fiume Liri-Garigliano, mentre altalenante è l’andamento di Volturno e Sele: in calo a monte, in ripresa verso la foce.

Infine, continua il buon momento per gli invasi di Puglia e Basilicata, che in una settimana crescono complessivamente di circa 6 milioni di metri cubi d’acqua, incrementando il positivo differenziale sulla stagione 2022.

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