L'ITALIA CHE RIPARTE - Consorzio della Bonifica Burana

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L'ITALIA CHE RIPARTE

 
L'ITALIA CHE RIPARTE

L’ITALIA CHE RIPARTE

 

ANBI DA’ IL BUON ESEMPIO:

DA EMILIA ROMAGNA E LAZIO

SI APRE LA STAGIONE DEI CANTIERI

 

“Se guardiamo le colture frutticole  più diffuse nella provincia di Modena, il 25% delle viti e il 41% dei peri dipendono dagli apporti irrigui; tale percentuale  tocca addirittura il 94% per quanto riguarda le ciliege, mentre si attesta al 76% per i meloni. Sono numeri, che rendono l’idea del beneficio derivante dall’irrigazione, soprattutto in un’ epoca di cambiamenti climatici, in cui l’acqua non può più essere data per scontata.”

A sottolinearlo è il Presidente di ANBI, Francesco Vincenzi, intervenuto alla cerimonia inaugurale dei lavori per la costruzione del nuovo impianto pluvirriguo Staggia a San Prospero sulla Secchia, nel modenese.

L’impianto (investimento previsto: oltre 11.370.000 euro) è stato finanziato dal Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali nell’ambito delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (F.S.C.) 2014-2020 e verrà realizzato dal Consorzio della bonifica Burana a  servizio di un territorio contraddistinto da colture ad alta specializzazione e diversi prodotti certificati I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta) e D.O.P. (Denominazione d’Origine Protetta).  Il nuovo impianto Staggia permetterà di irrigare, grazie ad un sistema ad alta valenza tecnologica e con un consistente risparmio idrico, circa 660 ettari, su cui operano un centinaio di aziende agricole.

“Tecnicamente – informa il Direttore della “Burana”, Cinalberto Bertozzi - l’acqua verrà prelevata dal Canale Diversivo di Cavezzo e, grazie ad una stazione di pompaggio, alimenterà una rete di oltre 25 chilometri di tubazioni sotterranee per la distribuzione in pressione a 124 idranti.”

A Tarquinia Mare, in provincia di Viterbo, il Consorzio di bonifica Litorale Nord ha invece inaugurato i lavori di completamento degli impianti di irrigazione “per aspersione” della locale  Piana di Tarquinia, ultimando la trasformazione dell'impianto a canalette (in esercizio dal 1960 su una superficie di circa 2.150 ettari) in impianto tubato “in pressione”.  I lavori saranno eseguiti con un finanziamento di 6.700.000 euro nell'ambito dei progetti legati al PSRN (Piano  Sviluppo Rurale Nazionale 2014-2020), finanziati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. L'impianto consentirà un importante risparmio d’acqua, una puntuale pianificazione delle colture e sarà dotato di un moderno sistema di erogazione, chiamato Hydropass.

“È in queste zone – sottolinea Niccolò Sacchetti, Presidente del Consorzio di bonifica Litorale Nord - che si producono alcune delle eccellenze del made in Italy agricolo.”

Ad entrambe le iniziative hanno partecipato le Regioni, i Sindaci del territorio e il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Francesco Battistoni.

“Di fronte alle crescenti esigenze d’acqua, conseguenza della crisi climatica, i Consorzi di bonifica stanno mettendo in campo progetti, che mirano a preservare la risorsa idrica in ogni settore economico del nostro Paese –conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI - In agricoltura siamo disponibili anche  all’utilizzo di acque reflue, purché sia certificata la loro salubrità, perché nei campi si produce cibo e dobbiamo tutelare la salute dei cittadini, nonchè dell’ambiente.”

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