PORTATI A TERMINE I CANTIERI NELLA ZONA A SUD DI MODENA - Consorzio della Bonifica Burana

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PORTATI A TERMINE I CANTIERI NELLA ZONA A SUD DI MODENA

 
PORTATI A TERMINE I CANTIERI NELLA ZONA A SUD DI MODENA

Un 2020 produttivo nel territorio di frontiera tra la città di Modena e l’Appennino. Il Consorzio Burana ha lavorato senza sosta chiudendo tutti i cantieri avviati nei mesi scorsi

 

La pandemia non ha fermato i lavori a Sud di Modena, area di Alta Pianura, demarcazione tra la città di Modena e la collina. Ripresi i danni originati da eventi metereologici estremi che si registrano sempre più di frequente.

 

La zona di Alta pianura a Sud di Modena che non è la Bassa pianura a Nord e non è nemmeno l’Appennino a Sud, ha esigenze idrauliche particolari, tanto da avere un settore dedicato in bonifica: il reparto Modena Sud a tutela di un reticolo idraulico fittissimo e complicato. In questo territorio di oltre 30mila ettari a Sud della via Emilia, tra i comuni di Modena, Formigine, Castelnuovo Rangone, Spilamberto e Vignola il Burana ha chiuso tutti i cantieri avviati nell’anno 2020 finanziati dalla Regione Emilia-Romagna.

Innanzitutto nel comune di Spilamberto è concluso il cantiere per la sistemazione e il potenziamento dello scolmatore sul Canale San Pietro - Rio Secco con il rifacimento della briglia a scivolo di protezione del sifone sottopassante il torrente e il consolidamento dei muri di sponda (€ 260.000). Poco lontano, a San Vito nelle vicinanze di via Settecani-Cavidole, si è ultimato un intervento di rifacimento delle sponde ammalorate del Canale San Pietro tramite la ricostruzione dei tratti di muro collassati e il posizionamento di palizzate in legno di castagno a salvaguardia del deflusso delle acque sia a uso irriguo che per evitare il pericolo di allagamenti (€ 130.000). Si è provveduto anche al ripristino della paratoia di regimazione delle acque posta a valle del nodo idraulico San Pietro – Guerro. Sempre a Spilamberto sono appena stati ultimati i lavori di ricostruzione di un tratto del muro di sponda del Canale San Pietro in Località Baranzona (€ 179.000).

Altre palificate in legname sono state posizionate a sostegno di scarpate in terra erose da frane nel Canale San Pietro a tutela degli abitati di San Lorenzo e Paganine tra Castelnuovo Rangone e Modena (260.000 € importo dei lavori).

A valle dell’abitato di San Vito, a seguito delle forti piogge di settembre 2020, alla confluenza col “Rio dei Gamberi”, che veicola le acque bianche del comune di Castelnuovo Rangone, si è provveduto alla sistemazione in somma urgenza degli argini collassati del canale di San Pietro e della barriera stradale interessata in destra idraulica (€ 30.000). Risagomate le sponde danneggiate e posizionate palizzate in legno per 170 metri si è riportato il tratto interessato in sicurezza.

Spostandoci all’incile del canale San Pietro, sono stati utilizzati dei massi ciclopici per consolidare lo scolmatore di piena nel fiume Panaro in corrispondenza della guardiania, da tanti conosciuta come la “Presa di Vignola” (€ 80.000): le precipitazioni e i fenomeni di piena avevano causato lo slittamento del materiale “dell’isola” e fessurazioni della massicciata, nonché danneggiato lo scolmatore a valle. L’incile del San Pietro riveste un ruolo strategico nell’economia irrigua del territorio delle Basse inferiori di Vignola, caratterizzato da colture agricole di pregio la cui sopravvivenza è strettamente legata all’approvvigionamento idrico.

Infine è stato ultimato l’intervento per il ripristino del manufatto scaricatore di piena e della paratoia del Canale di Corlo nel Diversivo Martiniana a Modena (Regione Emilia-Romagna € 60.000) che assicurano la sicurezza idraulica del canale.

Il Direttore generale Cinalberto Bertozzi commenta: “Il territorio a sud di Modena, un tempo sede di opifici, mulini, segherie, cartiere (strettamente dipendenti dal Canale San Pietro), negli ultimi due secoli ha visto l’assetto economico della zona stravolto e la densità abitativa esplosa. Quello che non è cambiato è la stretta interdipendenza tra vitalità della zona e un efficiente assetto idraulico che richiede un’attenzione e azioni mirate a superare le criticità dovute alla convivenza tra le secolari attività agricole e quelle industriali, artigianali e di servizio oggi presenti. Senza trascurare la complessità nelle attività di scolo derivante dalla perdita di superfici drenanti oggi occupate da suolo edificato”.

 

Il Presidente Francesco Vincenzi aggiunge: “Rinnovo il mio ringraziamento alla Regione Emilia-Romagna perché si conferma un interlocutore attento e concreto nell’allocare le risorse disponibili per sostenere le doverose azioni di salvaguardia del territorio nella mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico, ambito in cui la tempestività di azione è in grado di fare la differenza su territori fragili”.

 

Modena, 21 gennaio 2021

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