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Dal 1988 ad oggi…
In Italia l’istituto consortile ha una tradizione plurisecolare. Lo Stato Italiano decretò l’aspetto di pubblica utilità dei lavori di bonifica solo a seguito di disastrosi eventi alluvionali del fiume Po, riconoscendo la convenienza di affidare direttamente tali lavori ai Consorzi di Bonifica, favorendone l’istituzione in tutta l’Italia. Se in un primo momento l’attività consortile era limitata solamente alle opere per migliorare lo scolo delle acque, successivamente le competenze dei Consorzi vennero estese alle opere di irrigazione, alla costruzione di strade e alla realizzazione di lavori finalizzati ad un complessivo ed organico ruolo di tutela del territorio, sotto gli aspetti ambientali, economici, sociali e sanitari.
A tal fine venne definito anche l’intreccio dei rapporti relativi ai finanziamenti, alle ripartizioni delle spese, alle norme tecniche dei piani generali, in sostanza disciplinando ad ogni livello tale complessa materia.
Dapprima dipendenti direttamente dal Ministero dei Lavori Pubblici, poi dal Ministero dell’Agricoltura, negli anni ’70 le competenze statali in materia agricola, in materia di lavori pubblici e in materia difesa del suolo vennero trasferiti dallo Stato alle Regioni.
I Consorzi di Bonifica operano dunque sotto il controllo delle regioni di appartenenza.
Oggi, in Italia si contano oltre 150 enti di bonifica, seppure il processo di riordino ha avviato un accorpamento per bacini idrografici di diversi consorzi in diverse regioni, tra cui la nostra.
Già in base alla legge n. 42 del 2 agosto 1984 la Regione Emilia-Romagna accorpò il proprio territorio in quindici consorzi di bonifica secondo un criterio ispirato all’unitarietà idraulica di bacino. Questo primo riordino, reso effettivo dalla delibera n. 1663 del 12 novembre 1987, ha visto operare sull’attuale comprensorio il Consorzio della Bonifica Burana-Leo-Scoltenna-Panaro di Modena, formato dall’unificazione dei Consorzi Interprovinciale per la Bonifica di Burana, Bacini Montani di Modena, Bonifica Nonantolana e Miglioramento Fondiario di Ravarino; mentre il Consorzio della Bonifica Reno-Palata nacque dalla fusione dei Consorzi di Bonifica Palata-Reno di Bologna e Montana dell’alto bacino del Reno.
Il riordino successivo, in base alla legge regionale n. 5 del 24 aprile 2009, ha portato agli attuali otto consorzi di bonifica in Emilia-Romagna. Il Consorzio della Bonifica Burana nasce il 1° ottobre 2009 dall’unificazione tra l’ex Consorzio di bonifica Burana-Leo-Scoltenna-Panaro e parte della pianura bolognese, quella in sinistra Samoggia, prima gestita dal Consorzio della bonifica Reno Palata.
La versione completa de "La nostra storia" è disponibile nell' allegato che segue.
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