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ultima modifica:  20/01/2017

Il ruolo dei Consorzi di bonifica in montagna

 

Incontro con i sindaci del territorio montano del 9 novembre 2016: scarica la presentazione delle attività e dei lavori del Burana nella parte alta del comprensorio. Presentazione incontro con i sindaci della montagna - 9 novembre 2016

 

Elenco interventi in montagna dal 1° ottobre 2009 

 

Oppure consulta la pagina dei lavori in corso e conclusi che consente ricerche mirate: pagina dei lavori

 

Carta degli interventi in montagna 

 

Al fine di prevenire fenomeni di dissesto provocato da erosioni e da frane e salvaguardare il territorio dagli allagamenti, è indispensabile "governare" con attenzione ogni fase del percorso dell'acqua da monte a valle. Ogni soggetto privato e pubblico è coinvolto in questa impresa con l'obiettivo di creare e mantenere un equilibrio, seppure instabile, tra fenomeni naturali e presenza umana.
Attualmente stiamo vivendo una situazione critica sotto questo profilo, le cui cause dipendono principalmente da un'eccessiva pressione antropica, da abbandono/disinteresse e da mancanza di risorse economiche. Si assiste quindi, in montagna, a dissesti generalizzati che sempre più ne compromettono la vivibilità ed in pianura, ad un aumento del rischio alluvione; il tutto aggravato da eventi climatici sempre più "aggressivi" su un territorio più fragile.


La regimazione dell’acqua in montagna e collina ha lo scopo di perseguire il difficile equilibrio nel governo dei flussi superficiali e profondi; obiettivo che presenta un elevato grado di complessità a causa delle accentuate pendenze e della variabilità ed instabilità dei suoli.

Partendo dalla valutazione delle caratteristiche dei corsi d’acqua, del suolo e del sottosuolo, si interviene per attenuare gli effetti erosivi ed evitare che l’acqua, sia scorrendo in superficie, sia infiltrandosi eccessivamente in profondità, determini movimenti franosi non controllabili.


Per tale motivo lungo i corsi d’acqua è necessario attenuare l’energia della corrente idrica e consolidare le sponde mediante interventi idraulici, rappresentati da opere di difesa trasversale quali briglie ed altre tipologie costruttive similari ed opere di difesa longitudinale quali sistemazioni spondali, utilizzando per entrambe anche materiali naturali, pietrame e legname. Opere che devono essere accompagnate da un costante presidio dei versanti mediante interventi idrogeologici di regimazione superficiale delle acque da attuarsi con varie modalità e tipologie di affossature e, nel caso, con drenaggi sotterranei.

Indispensabile, inoltre, per la prevenzione del dissesto, è la manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere, tanto più che di una corretta regimazione delle acque in montagna ne beneficia anche la pianura che, attraversata dai fiumi, spesso ne subisce le “piene”.

  

 

 Lavori in montagna

 

Chi opera in montagna?

 

I soggetti principali che operano sul territorio, con competenza, per il presidio della montagna sono:

- la Regione Emilia-Romagna/Regione Toscana, titolari del reticolo idraulico naturale, con compiti di polizia idraulica, di gestione dei corsi d’acqua e delle aree che costituiscono il demanio idrico, di programmazione, progettazione e realizzazione di interventi per la tutela idraulica ed idrogeologica, di pronto intervento in situazioni di emergenza anche con il coinvolgimento della Protezione civile;

- le Comunità montane/Unioni di Comuni con compiti di gestione del vincolo idrogeologico, difesa del suolo in attuazione della programmazione regionale e sulla base di accordi con altri Enti;

- i Comuni che operano principalmente in emergenza in coordinamento con gli altri Enti;

- il Corpo forestale dello Stato che svolge attività diretta al contrasto dei reati ambientali ed esercita un pronto intervento di soccorso in caso di emergenza dovuta ad eventi calamitosi;

- i privati con compiti di tutela dei propri beni;

- il Consorzio di Bonifica, cui compete la sorveglianza del territorio, i rapporti con gli Enti locali e le pubbliche amministrazioni, l’esecuzione e manutenzione di opere di bonifica montana e di sistemazione ambientale, la difesa del suolo ed ogni altra opera pubblica o di competenza privata affidatagli nell’ambito della programmazione regionale. 

 

Il personale del Consorzio, sulla base delle proprie conoscenze e tenuto conto delle segnalazioni dei privati e degli Enti locali, effettua sopralluoghi che individuano le possibili opere di contrasto per far fronte alle problematiche riscontrate. Annualmente vengono valutate le esigenze e redatto un programma di opere condiviso dagli Enti e coerente con la programmazione regionale. Oltre ad individuare, progettare e realizzare interventi sulla base delle risorse consortili disponibili, il Consorzio è destinatario di finanziamenti regionali per manutenzioni ordinarie e straordinarie, lavori urgenti, interventi a seguito di calamità naturali e funzionali al settore agricolo, sempre finalizzati ad opere pubbliche di bonifica montana. In tutte le fasi dell’operato del Consorzio viene mantenuto un costante coordinamento con Comuni, Comunità Montane/Unioni dei Comuni e con le Regioni Emilia Romagna e Toscana.

Mediamente, ogni anno, nel territorio montano del Burana, vengono effettuati circa 200 sopralluoghi, nonché progettati ed attuati più di 20 interventi le cui tipologie riguardano principalmente la manutenzione e realizzazione di opere idrauliche, quali briglie e difese spondali, la pulizia dei corsi d’acqua, la sistemazione della viabilità minore e dei versanti in frana.

 

 

 Briglie in montagna

 

Le attività in montagna

 

Sistemazione pendici in dissesto idrogeologico: interventi di consolidamento dei versanti attraverso opere per la raccolta e regimazione delle acque superficiali e sotterranee e la realizzazione di opere di sostegno delle terre.
Manutenzione reticolo idrografico superficiale attraverso interventi di pulizia dei corsi d’acqua con taglio della vegetazione infestante e rimozione da alveo e sponde del materiale che impedisce il regolare deflusso delle acque causando fenomeni di dissesto.
Manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere di difesa idraulica, attraverso interventi di ripristino delle infrastrutture, opere complementari a consolidamento di quelle esistenti e ricostruzioni parziali e/o totali di opere idrauliche.
Progettazione e realizzazione di nuove opere idrauliche come briglie (che, nei corsi d’acqua montani a forte pendenza, riducono i fenomeni di erosione e le frane conseguenti), soglie fermafondo (che, trasversali al corso d’acqua montano, ne mantengono costante l’andamento plano-altimetrico) o difese di sponda per rimediare all’erosione delle sponde causata dal deflusso irregolare delle acque.
Manutenzione viabilità: interventi di manutenzione alle infrastrutture viarie minori, consolidamento delle scarpate, ripristino del piano viabile e regimazione delle acque superficiali di scolo.

In montagna, in dieci anni, sono stati eseguiti:
- n. 140 lavori di regimazione idraulica
- n. 40 lavori di sistemazione frane
- n. 35 infrastrutture di viabilità
- …e oltre 2.000 sopralluoghi su segnalazione.

Risultato
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