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La bonifica spiegata ai bambini

La Bonifica di Burana nasce per tenere all’asciutto un enorme territorio di pianura a forma di catino, racchiuso tra gli argini di tre fiumi: Po, Secchia e Panaro. Le acque di pioggia ristagnerebbero nel catino se la bonifica, con le proprie opere, non consentisse alle acque di superare gli argini dei fiumi. La bonifica provvede anche a prelevare dai fiumi stessi l’acqua per l’agricoltura, ma anche per usi industriali e civili.

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inEvidenza   LA BONIFICA

Per rendere il territorio vivibile è necessario eliminare dal terreno l’acqua in eccesso. Ciò si ottiene attraverso una rete di canali e un sistema di impianti che allontanano le acque che altrimenti ristagnerebbero.

Il Canale Collettore (ossia “raccoglitore” delle acque) di Burana è uno dei principali canali di scolo; attraverso la zona di bassa pianura del Consorzio e raccoglie le acque di terreni modenesi, mantovani e ferraresi.

Il Canale Diversivo di Cavezzo serve d’inverno per scolare l’acqua dei terreni modenesi; durante l’estate invece distribuisce l’acqua prelevata dal Sabbioncello.

Il Canale Sabbioncello è il più importante canale di irrigazione del Consorzio. Porta l’acqua, derivata dal Po grazie all’impianto Sabbioncello, a terreni mantovani e modenesi.

Il Canale Diversivo di Burana scola l’acqua di un’altra area bonificata nel modenese per portarla all’impianto S. Bianca, che a sua volta la riversa nel fiume Panaro.


inEvidenza   L’IRRIGAZIONE

L’acqua è indispensabile per poter coltivare. I sistemi di irrigazione del Consorzio riescono a raggiungere capillarmente le campagne e vengono impiegati anche per usi non tradizionali.
L’ “antibrina” è un servizio effettuato dagli impianti pluvirrigui, serve a proteggere le gemme degli alberi da frutto contro le gelate notturno primaverili. Le gemme vengono congelate dallo spruzzo degli impianti a pioggia e così protette dal freddo.
Le coltivazioni sotto serra, ad esempio, non beneficiano della pioggia ma possono essere irrigate dall’acqua portata dai canali del Consorzio.
Il servizio IRRI-SMS permette agli agricoltori di sapere in ogni momento quanta acqua serve per irrigare le diverse coltivazioni: così si evitano gli sprechi di acqua.


inEvidenza   GLI IMPIANTI IDROVORI

L’IMPIANTO IDROVORO DI SCOLO, attraverso l’impiego di pompe, consente di sollevare l’acqua di un canale in un altro canale (o fiume) quando il livello idrico di quest’ultimo non permette che lo scarico dell’acqua dal primo al secondo canale (o fiume) avvenga per gravità.

L’IMPIANTO D’IRRIGAZIONE (derivazione) pompa l’acqua da un fiume (o da un canale) ad un altro canale per distribuirla alle campagne, alle industrie e all’ambiente.

L’IMPIANTO MISTO O PROMISCUO (scolo-irrigazione) consente, attraverso le stesse strutture, sia di scolare le acque dai terreni, sia di derivarle dai fiumi per usi agricoli, civili ed industriali.

L’IMPIANTO PLUVIRRIGUO pompa l’acqua in tubi sotterranei perché possa essere distribuita in pressione, attraverso gli idranti, alle singole aziende agricole.

inEvidenza   LE POMPE E I MOTORI

Le pompe idrovore aspirano l’acqua da un canale per sollevarla in un fiume, o da un fiume ad un canale. I motori di azionamento delle pompe possono essere diesel o elettrici; danno alle pompe l’energia necessaria per sollevare l’acqua. Prima della loro comparsa l’acqua scolava solamente secondo la legge di gravità; la derivazione era possibile solo quando il livello dell’acqua del fiume era maggiore del livello dell’acqua del canale di derivazione.


inEvidenza   LA PARATOIA

La paratoia è fra i manufatti più usati. è come un portello, di legno o di metallo, che serve per regolare il livello dell’acqua in un canale. Se la paratoia viene chiusa l’acqua rimane all’interno del canale per il servizio di irrigazione; se invece piove la paratoia viene aperta e l’acqua scorre attraverso i canali al fiume più vicino. Le paratoie sono un elemento fondamentale per il funzionamento idraulico di manufatti quali “botti” e “chiaviche”. Grazie alla tecnologia molte paratoie sono state elettrificate: quando i canali sono in piena è possibile aprirle attraverso comandi elettrici.


inEvidenza   LA CHIAVICA

La chiavica è una costruzione in muratura munita di paratoie e viene costruita al termine di un canale: serve generalmente per scaricare l’acqua in un altro canale (o in un fiume).


inEvidenza   LA BOTTE

La botte permette ad un canale di sottopassare un altro canale, un fiume, una strada o una ferrovia. La più famosa del Consorzio è la Botte Napoleonica a Bondeno: attraverso due tunnel in muratura fa passare sotto il fiume Panaro l’acqua raccolta dal canale Collettore di Burana, evitando così che il territorio si allaghi.


inEvidenza   IL TELEIDROMETRO

Il teleidrometro è uno strumento che consente di comunicare a distanza la misura del livello dell’acqua all’interno di un canale: quando piove sono strumenti di controllo molto importanti perché servono a prevedere le piene. I teleidrometri posti sui canali sono tutti collegati e formano una rete di telerilevamento per segnalare le situazioni di pericolo.


inEvidenza   L'IDRANTE

L’idrante è l’elemento finale del sistema di irrigazione chiamato “impianto pluvirriguo”; quest’ultimo pompa l’acqua in tubi sotterranei e di qui agli idranti, che la riportano in superficie all’interno delle aziende agricole. L’idrante fornisce l’acqua in pressione: gli agricoltori possono agganciare ad esso le loro attrezzature e irrigare “a pioggia” campi e frutteti. Grazie alle attrezzature mobili l’acqua può essere portata in più punti di un podere.


inEvidenza   LA MANUTENZIONE

La manutenzione è un’attività fondamentale: perché l’acqua possa scorrere all’interno dei canali, periodicamente vengono tagliate le erbe infestanti.

Per ripulire i canali è anche necessario rimuovere il fango che si è depositato sul fondo: questa operazione può essere compiuta da una macchina scavatrice.
Si usa anche la draga, una macchina galleggiante dotata di un nastro scorrevole, al quale sono fissati dei recipienti per raccogliere il fango e portarlo in superficie.


inEvidenza   LA BRIGLIA

La briglia è una costruzione in muratura realizzata nella zona montana contro le frane e gli smottamenti. Viene costruita all’interno di un torrente: crea uno sbarramento artificiale per frenare l’impeto dell’acqua, impedendo alla corrente di scavare i fianchi delle montagne e di erodere i terreni.


inEvidenza   IL DEPURATORE

Il depuratore ripulisce le acque sporche provenienti dalle fogne dei centri urbani; una volta depurate, queste acque vengono immesse nei canali di bonifica per essere portate al fiume più vicino e di lì al mare.


inEvidenza   L'AMBIENTE

Il Consorzio opera anche per difendere l’ambiente: facendo scorrere nei canali enormi volumi d’acqua migliora il clima del territorio. Protegge le specie vegetali rare che nascono nei canali, all’interno dei quali diversi uccelli costruiscono i loro nidi. Durante l’inverno il Consorzio trattiene nei canali la quantità d’acqua necessaria alla sopravvivenza della fauna ittica. Alcuni animali nocivi come gamberi e nutrie minacciano però la stabilità degli argini dei canali di bonifica.
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