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BURANA, SINONIMO DI BONIFICA
Giuridicamente, il Consorzio della Bonifica Burana è un Ente di diritto pubblico istituito con delibera dell’Assemblea Legislativa n. 246 del 22 luglio 2009, in seguito alla L.R. n. 5 del 24 aprile 2009 “Ridelimitazione dei consorzi di bonifica e riordino dei consorzi” - e successive modifiche ed integrazioni.
Per approfondire la natura giuridica e le funzioni del Consorzio di Burana scaricate
lo STATUTO.
Normative.
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Il comprensorio del Consorzio della Bonifica Burana, ricadente nel bacino idrografico del fiume Panaro, dal crinale tosco-emiliano arriva fino al Po in Lombardia, delimitato ad est dal fiume Secchia e ad ovest dal torrente Samoggia.
A seguito del processo di riordino dei Consorzi di Bonifica, l’ex Consorzio della Bonifica Burana-Leo-Scoltenna-Panaro e la parte di pianura in sinistra Samoggia del Consorzio di Bonifica Reno Palata si sono uniti dando luogo ad un unico ente di bonifica. Il comprensorio consortile ricade oggi in 58 comuni delle province di Modena, Mantova, Ferrara, Bologna e Pistoia per una superficie di 242.024 ettari.
Cosa significa “bonifica” oggi? Dall’originario compito di sottrarre terreni paludosi
alle acque stagnanti, oggi il significato di bonifica si è notevolmente ampliato,
assumendo compiti sempre più estesi, dinamici e attuali. Tali compiti, inoltre,
sono resi ancora più strategici dalla collocazione geografica del Consorzio di Burana,
presente in un territorio che dal crinale appenninico tosco-emiliano si estende
fino all’Oltrepò mantovano, dominato da condizioni idrauliche ed idrogeologiche
particolarissime ed esposto a elevati rischi.
Il termine Bonifica si traduce nella funzione di scolo delle acque dalle zone rurali,
ma anche dai centri urbani che, a causa di una crescente urbanizzazione e di nuovi
modelli insediativi (urbanizzazione a chiazze, frammentazione dei centri abitati
e produttivi) e la relativa cementificazione, hanno reso più complesso lo scolo
delle acque di pioggia da aree rese impermeabili.
I compiti di un Consorzio di Bonifica operano anche in una funzione apparentemente
opposta, seppure complementare: la progettazione, l’esecuzione e la gestione delle
opere di irrigazione, per l’approvvigionamento idrico a usi plurimi, tra cui, principalmente,
l’acqua necessaria all’agricoltura.
Sia lo scolo che l’irrigazione allontanano l’acqua in eccesso o la trasportano dove
serve attraverso un importante patrimonio di impianti, tecnologicamente avanzati,
e una fitta rete di canali che si estende capillarmente nel territorio.
Oltre a ciò, oggi, il Consorzio di Burana offre un servizio di difesa dalle calamità
naturali, attraverso un monitoraggio continuo dei livelli di sicurezza del territorio
nel governo del suolo e delle acque; si occupa di opere di riqualificazione ambientale,
nonché della realizzazione di oasi naturalistiche che tutelano la biodiversità.
Esegue interventi per la sicurezza idraulica in montagna e per impedire che, nel
loro viaggio dalle pendici a valle, le acque di pioggia provochino frane e smottamenti,
soprattutto in tempi di eventi meteorologici estremi come quelli attuali, sempre
più violenti quando irrompono alternandosi a lunghi periodi di siccità. In montagna,
infatti, la “bonifica” che sembrerebbe non ricoprire alcun ruolo, svolge invece
un’importante funzione di consolidamento delle pendici, blocca le frane e costruisce
sui torrenti briglie che impediscono l'erosione dei versanti.
Gli strumenti attraverso i quali si attuano i programmi di tutela e valorizzazione
del territorio del Consorzio di Burana, rientrano nella progettazione, realizzazione,
gestione e manutenzione delle proprie opere idrauliche.
Nel grande reticolo formato dai 2.500 km di canali del comprensorio le acque sono
regolate da: 52 impianti idrovori che le immettono o le derivano dai fiumi, le sollevano
su terreni più alti, le distribuiscono nelle campagne; da oltre 1.000 manufatti per la regimazione delle acque, 1 cassa di espansione e da
circa 3000 briglie e difese spondali in montagna.
Politica aziendale
Il Consorzio della Bonifica Burana si pone tra i propri
obiettivi:
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POPOLAZIONE |
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garantire la difesa dei centri urbani attraverso lo scolo delle acque;
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ECONOMIA E AMBIENTE |
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valorizzare gli ordinamenti produttivi e i beni naturali attraverso l’allontanamento delle acque e l’approvvigionamento idrico;
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MONTAGNA |
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garantire la difesa del suolo contrastando il dissesto idrogeologico.
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